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“In altre parole”, Giorgio Lupano e Carlotta Proietti al Teatro Manzoni di Roma il 6 dicembre

Giorgio Lupano e Carlotta Proietti sono i protagonisti al Teatro Manzoni di Roma del nuovo appuntamento con la rassegna internazionale di drammaturgia contemporanea “In altre parole” a cura di Miriam Mesturino e Pino Tierno, collaborazione artistica di Ferdinando Ceriani. 
Mercoledì 6 dicembre alle ore 17.30 sarà la volta della Catalogna

con LA TIGRE di Ramon Madaula. Letture sceniche di Giorgio Lupano e Carlotta Proietti a cura di Ferdinando Ceriani. Traduzione di Pino Tierno.

IL 6 DICEMBRE AL TEATRO MANZONI DI ROMA

Un mental coach di successo ed esperto in crescita personale si ferma in teatro al termine di una delle sue conferenze per un servizio fotografico. La fotografa inviata dall’agenzia sta però vivendo un brutto momento, il che diventa un’ottima occasione per l’uomo di fare sfoggio della sua formula della felicità.  Ma esiste davvero la felicità e soprattutto se ne può insegnare la ricetta? In una girandola di battute ed eventi imprevedibili, due visioni opposte della vita si scontrano e si ribaltano, fino a giungere a un finale tanto esilarante quanto inaspettato.

La XVIII edizione della rassegna internazionale di drammaturgia contemporanea IN ALTRE PAROLE si svolge al Teatro Manzoni di Roma da ottobre 2023 a gennaio 2024. Otto appuntamenti, per conoscere testi contemporanei stranieri inediti in Italia, con la partecipazione di autori, attori, registi, traduttori in un continuo confronto col pubblico e addetti ai lavori.

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Almanacco. 5 dicembre 1974: muore a Roma il regista Pietro Germi

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 5 dicembre 1974:

Muore a Roma il grande regista Pietro Germi .
Nel 1955, con Il ferroviere, gira una delle sue opere più riuscite ed intense.

Il ferroviere ottiene un notevole successo di pubblico ed è

considerato uno dei capolavori del regista genovese e una fra

le ultime grandi espressioni del neorealismo cinematografico italiano.

Ad esso succedono film come L’uomo di paglia (1958), e il capolavoro Un maledetto imbroglio (1959) tratto dal romanzo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda:

uno dei primi esempi di poliziesco italiano apprezzato, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini.

Nel 1961 spiazza pubblico e critica dando alla sua carriera una svolta imprevedibile: comincia infatti a girare commedie pungenti, satiriche e grottesche.

UNO DEI SUOI CAPOLAVORI E’ “DIVORZIO ALL’ITALIANA”

Il capolavoro Divorzio all’italiana (1961), in cui tratteggia l’indimenticabile barone Cefalù interpretato da Marcello Mastroianni irretito dall’adolescente Stefania Sandrelli, apre questa nuova fortunata stagione della sua carriera;

il film, scritto con Ennio De Concini e Alfredo Giannetti e incentrato

sul delitto d’onore, riceve una candidatura all’Oscar per la miglior regia, un’altra a Mastroianni come miglior attore ed ottiene quello per il miglior soggetto e sceneggiatura originale oltre ad altri prestigiosi riconoscimenti.

Dal titolo del film ha preso il nome un certo tipo di commedia prodotta in Italia in quel periodo nota come commedia all’italiana.

NEL 1968 GIRA “SERAFINO” CON CELENTANO

Nel 1968 Germi gira l’elogio della vita agreste Serafino, con

Adriano Celentano in una delle sue migliori interpretazioni nel ruolo del pastore abruzzese, che ottiene uno strepitoso successo di pubblico.

Inizia a lavorare al progetto del film Amici miei che deve cedere all’amico Mario Monicelli, in quanto ormai fisicamente molto provato per un aggravarsi della cirrosi epatica di cui soffriva da tempo.
Germi muore a Roma il 5 dicembre 1974.

Amici miei, uscito nelle sale nel 1975, è a lui dedicato: nei titoli di testa è riportato significativamente «un film di Pietro Germi» e solo «regia di Mario Monicelli».

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Mirabilia of Music: la Musica apre i Musei nella Capitale

Mirabilia of Music: la Musica apre i Musei, promossa dalla Direzione dei Musei Statali della città di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo, dirette dal prof. Massimo Osanna, Direttore generale avocante. La musica continua ad attraversare gli spazi e le sale dei musei definendo così esperienze intergenerazionali in grado di soddisfare un bisogno di sensibilità, emotività e immaginazione.

Tre concerti per Mirabilia of Music

La rassegna, a cura di Anna Selvi, si compone di tre concerti che avranno luogo in tre musei afferenti alla Direzione dei Musei Statali della città di Roma con l’accoglienza dei rispettivi Direttori: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo, prof. Massimo Osanna, Pantheon, arch. Gabriella Musto e Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, arch. Sonia Martone. L’appuntamento inaugurale si terrà il 7 dicembre (ore 16.30) presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo con il duo Bartolomey-Bittmann (foto Stephan Dolescha) che presenterà z e h n.

Per la prima volta a Roma

Il titolo del nuovo programma (zehn in tedesco dieci) è una celebrazione del decimo anniversario della collaborazione tra il violinista Klemens Bittmann e il violoncellista Matthias Bartolomey che, per la prima volta a Roma, presenteranno brani inediti spaziando da potenti riff rock e passaggi di accordi freneticamente virtuosistici a groove viscerali e tenere cantilene, sempre tesi all’essenza acustica del violoncello, del violino e della mandola. Uniti dagli studi classici e dalla passione per la creazione di nuove sonorità, i due musicisti stanno tracciando un nuovo percorso di gioia sfrenata e ritmo estremo con i loro strumenti così profondamente radicati nella tradizione classica.

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La magia del Gospel invade la Capitale

Giunto alla 24° edizione torna il Roma Gospel Festival, la rassegna prodotta da IMF Foundation in co-produzione con Fondazione Musica per Roma. Si svolgerà dal 21 al 31 dicembre in Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” con incursioni improvvise in alcune piazze del centro storico, realizzate grazie al sostegno del Municipio I di Roma Capitale.

Dallo strabiliante coro di Baltimora composto da 150 elementi guidati dal Reverendo Eric Waddel alla nuova e prorompente voce della comunità̀ nera di New York Kaylah Harvey. Dai celeberrimi Harlem Gospel Choir al gospel intriso di sonorità urban-pop di Ty Morris. Passando per le città di Tampa e Orlando con i Florida Inspirational Singers e di Norfolk, Virginia, con la formazione del reverendo Earl Bynum.

Concerti e workshop

Nove concerti e un workshop in dieci giorni per “una manifestazione musicale che non ha mai perso la propria magia e che si basa su un grande desiderio di partecipazioneUn solido punto di riferimento per gli appassionati e i curiosi di questa particolare forma di espressione musicale e spirituale” afferma il direttore artistico Mario Ciampà 

che aggiunge: “Che sia tradizionale o contemporaneo, rhythm&blues o pop, il gospel è diventato una forza che coinvolge tutti, in uno spirito di elevazione dell’anima verso la gioia dell’esistenza, la speranza in una vita migliore e il desiderio di pace tra gli uomini. Il mio consiglio è: lasciatevi andare, aprite il vostro cuore e fatevi trasportare da questa benefica ondata di energia spirituale.

Il festival si apre il 21 dicembre

Il festival si apre in grande stile il 21 dicembre alle ore 21 con Eric Waddell&The Abundant Life Singers, uno dei gruppi di spicco di Baltimora, Maryland, che vanta un coro di ben 150 elementi. Inoltre una band d’eccezione, diretta da uno fra i migliori “ministri di musica”, nonché docente e compositore, Eric Waddell.

Un’apertura che promette di essere indimenticabile per il potente impatto scenico. La perfezione vocale e un sound che fonde il linguaggio tradizionale con le nuove tendenze del contemporary gospel. Eric Waddell&The Abundant Life Singers saliranno sul palco anche la sera seguente, 22 dicembre, sempre alle ore 21.

Il 23 dicembre sul palco della Sala Sinopoli saliranno invece i 15 elementi che compongono i Florida Inspirational Singers, una formazione che fa incontrare la tradizione soul del sud degli Stati Uniti con gli spiritual ma anche con le sonorità più moderne di questo genere. Un’atmosfera di grande e gioiosa festa creata dai due leader del gruppo, il pluripremiato compositore e polistrumentista jazz Nathan Mitchell e il pastore-musicista John Polk.

Doppio appuntamento il giorno di Natale

Doppio appuntamento il giorno di Natale, alle 17.30 e alle 21, con i famosissimi Harlem Gospel Choir. Uno dei gruppi più longevi del genere che da quasi trent’anni porta in giro per il mondo un potente messaggio di pace. Fondati nel 1986 da Allen Bailey. Vantano collaborazioni con le grandi stelle della musica internazionale, da Bono a Diana Rosso, dai Simple Minds a Sinead O’Connor, dai Gorillaz a The Chieftains. Suoni maestosi ed energie contagiose infondono un repertorio che comprende gospel tradizionali e contemporanei, jazz e blues. La partecipazione del pubblico è parte integrante dello show. La formazione negli anni si è esibita per la Royal Family, il Presidente Obama, Nelson Mandela, Elton John e ben due Papi.

Tre sono invece le repliche del concerto di Earl Bynum & The Mount Unity Choir, il 26, 27 e 28 dicembre.  Il gruppo è condotto da uno dei più attivi animatori della scena gospel americana, il produttore, autore e insegnante Earl Bynum. Il pastore terrà inoltre in Auditorium un workshop per selezionare alcuni voci da inserire nel coro in occasione del concerto finale. Per partecipare al workshop è necessario prenotarsi scrivendo entro il 15 dicembre a educational@musicaperroma.it.

Sarà coloratissima, emozionante e piena di energia la testimonianza di fede proposta il 29 dicembre dal genio creativo Ty Morris, capostipite del nuovo e acclamatissimo genere conosciuto come Urban Gospel. Ty Morris & The H.O.W. presentano al Roma Gospel Festival 2023 uno spettacolo di grande impatto che ha fatto il giro del mondo. Un coinvolgente mix di jazz, funk, hip hop, soul, pop in equilibrio fra lodi al Signore.

Il festival si chiude il 31 dicembre

Il festival si chiude alle soglie del nuovo anno con i due concerti, il 30 dicembre alle 21 e il 31 dicembre alle 22, di The Bronx Black Kayes, esponenti della nuova scena gospel statunitense, capitanati dalla band leader Kaylah Harvey, artista dalle incredibili doti canore, cresciuta nel Bronx e considerata la nuova voce della comunità nera di New York City. Fra canti, battiti di mani e un’intensa comunicazione corporea, un viaggio musicale scandito dalle più famose canzoni della cultura afro-americana. Accompagnato, inoltre, dal groove dello M String Quartet. Una performance di spiritual gospel pop sorprendente e mai scontata che termina in una vera e propria esplosione di gioia che avvolge gli animi, ovvero il miglior modo per chiudere l’anno e salutare il futuro con il migliore degli auspici.

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Les Autres dall’8 al 10 dicembre all’Altrove Teatro Studio

Les Autres debutta, dall’8 al 10 dicembre, all’Altrove Teatro Studio: spettacolo di Jean Claude Grumberg con la regia di Stefano Viali. Gli Altri siamo noi o Loro? Potrebbe succedere a me, a te, oggi o domani? Tre Atti Unici “Michu”, “I Rossi di capelli” e “Gnouf” scritti da Jean Claude Grumberg, l’autore tragico più divertente della sua generazione. I suoi pezzi fanno ridere presentandoci un’umanità muta, sporca e malvagia in un concentrato di razzismo, vanità, avidità, intolleranza che si cerca spesso di nascondere ma che la paura dell’ignoto, alla fine, rivela.

Les Autres, incontro con l’altro

L’incontro con l’altro (lo straniero, l’ebreo, il nero, l’omosessuale, ma anche il vicino di casa, l’uomo della strada buia) è sempre una dura prova che ci mette a disagio. La mente umana tenta di coprire il mistero dell’altro con etichette o qualificazioni, pregiudizi o semplificazioni. È possibile superare la paura dell’altro, se viene visto e definito in opposizione a ciò che conosciamo e valutiamo? La paura di essere vittima di un’aggressione ci trasforma immediatamente in un aggressore? Basta temere la violenza per diventare violenti? Questo pensiero malato diventa paranoia e dalla paranoia nasce la violenza. Volete sapere chi siete voi e chi gli altri? Venite a vedere questo spettacolo.

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Cerveteri In Danza – III Edizione

Al via la terza edizione di Cerveteri In Danza dal 7 al 10 dicembre tra Piazza Santa Maria, il Centro Storico e la Sala Ruspoli di Cerveteri.

Il progetto, ideato e organizzato da Mandala Dance Company con la direzione artisticadi Paola  Sorressa e il patrocinio del Comune di Cerveteri.

Presenterà sette produzioni a cura di Movimento In Actor – Con.cor.d.a, Mandala Dance Company,  Campania Danza, Paola Sorressa, Gianluca Possidente, Elena Copelli e un Workshop Intensivo di Danza Contemporanea in outdoor a cura di Paola Sorressa.

Cerveteri in Danza, inaugurata il 7 dicembre

A inaugurare la rassegna, giovedì 7 dicembre alle ore 20, presso la Sala Ruspoli, la Compagnia Movimento In Actor – Con.cor.d.a con La NONA, coreografie di Flavia Bucciero. 

Si continua con Mandala Dance Company, in scena l’8 dicembre alle ore 19, con la produzione Riti di Passaggio, dedicata a Lucien Brucho.

Chiude la giornata, alle ore 20:00 il Concerto Meditativo di Dionisia Cudalb.

Sabato 9 dicembre ore 21 la Sala Ruspoli accoglie la Compagnia Campania Danza con lo spettacolo The L(o)st Jew, coreografia di Simone Liguori e la drammaturgia di Eirene Campagna. 

Domenica 10 dicembre verranno presentati tre spettacoli con la partecipazione degli allievi e delle allieve di MATRIX PRO.

Balancier, coreografia di Paola Sorressa per Matrix PRO 23. Una Favola Antica di Gianluca Possidente e infine Morphing di Elena Copelli. Questi ultimi due progetti sono ivincitori del Premio NVED: Nuovi Vettori Evolutivi Danza 2023 a cura di Mandala Dance Company.

All’interno del progetto è previsto il Workshop Intensivo di Danza Contemporanea con la docente/coreografa internazionale Paola Sorressa, incentrato sul mondo della Video Danza.

Il percorso formativo prevede la realizzazione di videoclip nei luoghi storici della Città.

Ingresso a pagamento posto unico 5€. Biglietteria in loco e on line Vivaticket. Per info e prenotazioni è possibile scrivere: cerveterindanza@gmail.com.Maggiori informazioni su: www.mandaladancecompany.com

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Al Teatro Olimpico di Roma dal 7 dicembre arriva “Lo Schiaccianoci”

Non è Natale senza “Lo Schiaccianoci”, e il Balletto di Roma sale

sul palco del Teatro Olimpico per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana dal 7 al 10 dicembre con una versione fresca

e moderna del celebre balletto russo.

Sulla musica di Cajkovskij, la versione dell’originale classico natalizio rivisitata da Massimiliano Volpini, invita il pubblico a osservare la

fiaba da un nuovo punto di vista, utilizzando il contrasto tra realtà e immaginario della storia di Dumas per rivelare le implicazioni e le conseguenze della multiforme società odierna. Una coreografia dinamica e innovativa, arricchita dalla partecipazione di Carola Puddu nel ruolo della Fata Confetto e dalla presenza di azioni di urban dance curate da Kevin Castillo, artisti di strada, che realizzeranno numeri d’illusionismo e acrobazie provenienti dall’antica arte circense.

Nei ruoli principali, Giulia Strambini (Clara), Paolo Barbonaglia/Nicola Barbarossa (Il fuggitivo), Marcello Giovani (Drosselmeyer),

Francesco Moro/Nicola Barbarossa (Fritz) e Alessio Di Traglia (Il re dei topi).

PER LA STAGIONE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA ROMANA

Avvalendosi delle scene e i costumi di Erika Carretta, la rilettura di Volpini è uno stimolo “ecologico” a riflettere sulla condizione delle persone-rifiuto, sullo smarrimento d’identità sociale e sui mille volti

del nostro “essere”. Alla ricca e festosa Casa Stahlbaum,

ambientazione originale del primo atto, si sostituisce un’immaginaria periferia metropolitana abitata da senzatetto. Un imponente muro separa

questa zona dal centro della città. Babbo Natale diviene, qui, un misterioso benefattore di quartiere e lo Schiaccianoci, il suo dono più atteso, rappresenta l’eroe, colui che ce l’ha fatta, ha superato le

barriere della povertà per catapultarsi nelle meraviglie della ricchezza.

Il secondo atto riaggancia ambientazioni e personaggi della tradizione, in un viaggio tra le danze del mondo in compagnia di personaggi bizzarri. Da una scena di mattoni, crepe e graffiti si passa, improvvisamente, a un luogo incantato, fuori dal tempo.

Ma il binomio realtà-sogno lascia spazio alla riflessione, lucida e poetica, sui risvolti terreni di una società contemporanea multiforme.

LE PAROLE DI MASSIMILIANO VOLPINI

“Per chi fa parte del mondo del balletto, Lo Schiaccianoci è un titolo fondamentale – racconta Massimiliano Volpini – pensare a un nuovo modo di metterlo in scena senza tradirne la natura è molto difficile,

ma sono contento dell’idea che abbiamo avuto di porre al centro i bambini, come fosse un racconto di Dickens, farli diventare ragazzi guerrieri, un po’ selvaggi ma pieni di fantasia.

Sono stato molto fedele alla drammaturgia musicale e anche alla progressione narrativa: è cambiato il contesto, è stata tolta la parte

più leziosa del racconto per concentrarci sull’evoluzione emotiva di Clara. Il primo atto è la parte più dickensiana, con i ragazzi che vivono per strada e s’inventano un Natale a modo loro, dove gli oggetti quotidiani diventano qualcos’altro, dove la fantasia va a completare tutto quello che manca.

Il Re dei topi è diventato il capo delle milizie che danno la caccia al Fuggitivo, ovvero il Principe Schiaccianoci, scappato oltre il muro,

dove c’è la parte ricca della città. Nel secondo atto rimane intatta la magia e, come da tradizione, siamo nei sogni di Clara, dove tutto è trasformato, grazie anche all’uso delle videoproiezioni e ai costumi fantasiosi e colorati.

Ma nulla è fine a sé stesso, tutto segue un’idea precisa, è ciò che accade nella mente della protagonista nell’istante in cui il Fuggitivo la invita

a seguirlo: è un fiume di emozioni che diventano fiocchi di neve e

danze esotiche, per tornare poi alla realtà dove Clara non è più quella dell’inizio, ma è più consapevole, pronta finalmente a seguire

il ragazzo dall’altra parte del muro”.

“In questa nuova versione – conclude Volpini – abbiamo aggiunto elementi tecnici e artistici importanti, come la Fata confetto

Carola Puddu, alter ego onirico di Clara, e i ragazzi della Urban K Company che, con le azioni coreografiche a cura di Kevin Castillo, aggiungono la forza e la freschezza della street dance.

Tanti elementi diversi e attuali in questo spettacolo che, in fondo, racconta sempre la stessa magia”.

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Tosca all’all’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2024

Tosca torna all’Auditorium Parco della Musica di Roma come

artista residente di Fondazione Musica per Roma, con una serie

di appuntamenti da gennaio a ottobre 2024 tutti diversi tra loro ed esclusivi.

Ad aprire l’anno, il primo gennaio, è “Unico”, concerto in 3 atti pensato appositamente per la Sala Santa Cecilia, dove Tosca metterà in scena tre spettacoli in un unico (appunto) evento: Romana – Sto core mio. Notturno napoletano – Morabeza, tre capitoli che fanno parte della sua storia artistica e da cui estrarrà il meglio per realizzare una sola grande festa.

1 GENNAIO CON “UNICO”, POI “D’ALTRO CANTO” E PROGETTO CON MARCO TULLI

“Unico nasce dal desiderio di mettere insieme quelli che reputo i tre spettacoli più rappresentativi della mia carriera”, spiega l’artista. “Certamente Romana, il mio dono a Roma, la mia città, un tributo a un’interprete immensa per la nostra cultura, Gabriella Ferri, che ha segnato anche il mio passaggio verso una forma di teatro-canzone, lontana dalle dinamiche del mercato, seppur molto amata. Poi c’è Sto core mio, altro dovuto omaggio, questa volta a Roberto Murolo e alla canzone napoletana. Ebbi l’onore di conoscere questo straordinario artista quando, ragazzina, lavoravo con Renzo Arbore a D.O.C..

Da lui ho imparato a spogliare la musica, le canzoni e ogni forma di espressione da orpelli inutili, per giungere all’essenziale.

È grazie a lui se conosciamo la canzone napoletana nella sua sostanza più pura. Infine, Morabeza, lo spettacolo con cui ho compiuto un giro intorno al mondo negli ultimi anni. Morabeza è la summa della mia visione artistica, che vede nella ricerca musicale e nella condivisione il senso più profondo del nostro mestiere”.

Tosca tornerà a esibirsi poi nella Sala Petrassi il 4 febbraio, il 26 marzo e il 31 ottobre con tre appuntamenti del suo D’Altro Canto, progetto a tema – diverso ogni volta – scritto con Giorgio Cappozzo e Valentina Romano per la direzione musicale di Joe Barbieri. Ospiti speciali che,

in un salotto ideale, si ritrovano per riscoprirsi attraverso racconti, curiosità e la conoscenza di paesaggi sonori poco frequentati, tra brani famosi eseguiti in altre lingue, rivisitazioni di hit, canzoni introvabili di artisti scoperti per caso, omaggi ai maestri.

“Ho dedicato estrema cura a quella che doveva essere solo una trasmissione radiofonica su RaiRadio3 – racconta Tosca –

In seguito è nato un disco e da cosa nasce cosa si è arrivati a una serie

di eventi a Officina Pasolini. Ora è il momento di queste serate speciali, dedicate rispettivamente a Napoli, al cinema e alla musica ‘stregata’, arricchite da ospiti come Serena Rossi, Peppe Barra, Peppe Servillo, Raiz, Stefano Fresi, Rocco Papaleo tra i molti, amici con i quali sarà

un piacere e un onore condividere storie e regalare musica, accomunati

da una visione affine dell’arte e della sua funzione emotiva, sociale

e di crescita”.Non mancherà, inoltre, la presentazione dell’ultima

novità assoluta di Tosca, a dicembre 2024 nella Sala Sinopoli, dove l’artista condividerà il palco insieme a Rita Marcotulli – come lei stessa dice – una delle più grandi musiciste della musica italiana – per un progetto tutto al femminile intitolato “Love Songs Book”, del quale

però preferisce non raccontare ancora nulla: un po’ per riserbo e un po’ per scaramanzia.

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Penultimo appuntamento de I Concerti nel Parco con “Omaggio alla Callas”

Penultimo appuntamento de I Concerti nel Parco, Autunno 2023 al Teatro de’ Servi, domani ore 21 con “Omaggio alla Callas” , con il duo Raja – Marotti, Federica Raja, soprano e Serena Marotti, pianoforte e Michael Aspinall, narratore. Nel centenario della nascita e nel giorno del compleanno di Maria Callas lo spettacolo è un sentito tributo a questa artista immortale, la cui popolarità ha oltrepassato il mondo della lirica.

Artista dirompente

Artista dalla personalità dirompente e dalla biografia sentimentale movimentata (morì da sola a Parigi nel 1977, a soli cinquantatré anni) la Callas ha suscitato nel pubblico di tutto il mondo non solo ammirazione, ma anche idolatria, invidia e avversità, imponendosi sulla ribalta internazionale anche perché ha incarnato al meglio la consapevolezza di quanto sia fondamentale lo studio della partitura, diventando così un modello imprescindibile per i cantanti delle generazioni successive. In programma alcune tra le più famose arie interpretate dalla Divina sui palcoscenici di tutto il mondo.

Pagine celeberrime

Sono previste pagine celeberrime di Bellini (Ah non credea mirarti dalla Sonnambula e Casta diva dalla Norma), di Puccini, (Sì mi chiamano Mimì dalla Bohème e Tu che di gel sei cinta da Turandot) e Verdi (E’ strano…sempre libera da La traviata). La serata è impreziosita dalla presenza dal cantante e musicologo inglese Michael Aspinall. Noto al grande pubblico per le sue parodie “en travesti” di opere italiane, Aspinall è attivo come insegnante di canto, collezionista di rarità discografiche e divulgatore e ha avuto l’occasione di ascoltare la Callas dal vivo negli anni Sessanta. Con suoi interventi, che si alterneranno ai brani dal vivo, Aspinall proporrà alcune personalissime riflessioni su vari aspetti del “fenomeno Callas”: la biografia, il personaggio mediatico, lo stile vocale e anche l’eredità.

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Visionaria al Teatro Lo Spazio dal 7 al 9 dicembre

Visionaria, festival della danza autoriale contemporanea, con la direzione artistica di Miriam Baldassari, al Teatro Lo Spazio dal 7 al 9 dicembre. Il 7 dicembre in scena Slow Row. Progetto EMY, progetto sperimentale di Kodance/&KO. Sospesi in un tempo apparentemente immobile, sublimando l’attesa, cercando di tracciare mappature di un luogo ruvido. La materia si sgretola per poi riunirsi; e Ofelia: l’innocente accadere di GD_Company e le coreografie di Gisella Biondo, scritto da Giorgia Macrino e diretto da Giorgia Macrino e Denis Persichini, a rappresentare la violenza e l’innocenza di un amore, raccontato attraverso la figura simbolica di Ofelia.

Soirée DNA a Visionaria l’8 dicembre

L’8 dicembre è la volta di Soirée DNA con le coreografie di Elisa Pagani. In scena Laniakea, in cui si vuole ripulire e accudire il seme che ha dato vita delle cose dell’esistenza, per arrivare al punto senza dimensioni che è l’origine, il senso, la genesi e Alle Cose Invisibili, una danza al silenzio, alle forze, al vuoto, ai moti dell’universo, alla nascita alla morte, al cambiamento, all’altra faccia delle cose. Infine, il 9 dicembre Movimenta 2.0, Vetrina coreografica per emergenti, nella stessa serata E pur si muove… del Collettivo RCB, su coreografia di Francesca Vasta e Marzia Turnaturi. Tre corpi, tre costellazioni. Ogni stella compie una danza a velocità estrema nella propria orbita, attorno ad un buco nero. Più ci si avvicina, più il tempo si dilata, fino ad annullarsi. Per ritrovarsi poi, in altre dimensioni.

Amica mia, un’amicizia consolidata

A seguire Amica mia con Simona Borghese-Giulia Botta a impersonare la storia di un’amicizia consolidata, di quel legame in cui si danza con i passi complicati e misurati dell’età adulta. Chiude la serata BLACK_with a spotlight a cura di EMotions Dance Company, in cui loop frenetici, declinati in gesti dilatati all’estremo, per trasportare lo spettatore nel microcosmo delle idiosincrasie che ciascun essere umano ha sviluppato verso i gesti più̀ comuni. Il tessuto coreografico è come un chiarore lontano nel buio, a tratti completo e totalizzante, una luce che viene dal fondo, una tensione alla rinascita.